mercoledì 24 luglio 2013

Invalidi del lavoro in rivolta contro il nuovo Isee

Dalla Gazzettadellaspezia.it

"Non possiamo accettare che si combatta l'evasione fiscale penalizzando chi percepisce trattamenti indennitari". Così il presidente provinciale dell'Anmil (associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), Cesare Biasiol reagisce alla lettura del testo dello schema di decreto del capo del governo Enrico Letta e in particolare alla parte relativa alla riforma dell'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), strumento necessario per potere accedere a taluni servizi erogati dagli enti locali.

Questo provvedimento, sul quale dovranno a breve pronunciarsi le competenti commissioni di Camera e Senato, preoccupa fortemente l'Anmil in quanto include nel calcolo del reddito rilevante ai fini Isee anche tutti i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (come le prestazioni economiche erogate dall'Inail agli invalidi del lavoro e a coloro che hanno contratto malattie professionali) che non possono e non devono rientrare nel calcolo dell'Isee proprio per la loro natura prettamente "risarcitoria".
"In pratica - sottolinea Biasiol - non si vuole comprendere che questa formulazione del nuovo Isee impone ai lavoratori assicurati dagli imprenditori all'Inail di computare nel calcolo Isee anche la rendita percepita a titolo indennitario per un danno permanente riportato per un incidente causato dall'attività lavorativa come se fosse un reddito. Peraltro, come associazione di categoria più volte siamo stati rassicurati sul fatto che la riforma dell'Isee non sarebbe stata usata per operare tagli alla spesa sociale, mentre ora si profila un danno che offende anche nella dignità quei lavoratori che non si sono visti tutelare la propria salute nei luoghi di lavoro e sono rimasti invalidi".
"Dunque ‒ aggiunge il presidente dell'Anmil spezzina ‒ chiediamo al ministro del lavoro Giovannini e al ministro dell'economia e delle finanze Saccomanni di non mettere ulteriormente in ginocchio categorie svantaggiate che già pagano tutto il possibile e rappresentano la vera forza del nostro paese, di cui più spesso ci si dimentica, salvo farle ritornare alla ribalta delle cronache quando notizie 'scandalistiche' scovano tra cinque milioni di persone con disabilità quello 0,02% di 'falsi invalidi' che tanto peso riesce ad avere nell'immaginario dell'opinione pubblica additati come corresponsabili del disastro economico nazionale, mentre non vengono chiesti sacrifici a coloro che sono realmente benestanti".
"Il nostro obiettivo ‒ conclude Biasiol ‒ resta quello di ottenere la chiara e definitiva esclusione delle prestazioni economiche Inail aventi natura risarcitoria, dal reddito rilevante ai fini Isee: un atto dovuto alle migliaia di persone che affrontano quotidianamente situazioni difficili non ulteriormente penalizzabili e questo è quanto abbiamo chiesto ai componenti delle commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato che dovranno esprimere il loro parere sul provvedimento entro la fine del mese".
Nella foto: Cesare Biasiol insieme al sindaco della Spezia Massimo Federici.

mercoledì 3 luglio 2013

E per i disabili si sta preparando il ghetto

Michele Lastilla
(dalla pagina Facebook Disabili in lotta: dalla delega all’azione)
Quello che non mi dà pace è il pensiero che i disabili non hanno ritenuto importante fare rete per inserirci in modo alternativo e parallelo alle gradi lobby. Ho battuto e ribattuto su questo chiodo fino alla nausea di qualcuno. Ma, ritengo che ora la situazione per noi è tale che solo se decidessimo di unire le forze fuori dalle lobby, potremmo dire qualcosa di incisivo. Le federazioni e le associazioni al loro interno si fanno la lotta a danno degli stessi disabili. Ognuno vuole primeggiare. vecchia prassi, vecchio vizio che ci ha portato dove siamo. non so quanti di noi condividono l'idea che siamo ormai al fatto che lo Stato, l'ente locale non intendono svolgere un ruolo pubblico in materia di diritti e di prestazioni.
Si vuole delegare al privato perché in uno Stato capitalistico, secondo le pieghe che ha preso da Berlusconi e Monti, la spesa pubblica va ridotta al lumicino. Per questo e a questo servirà il nuovo Isee che farà finta di aiutare ma, aiuterà solo chi è poverissimo. Non si tiene conto che la inclusione di un disabile al lavoro, allo studio, alla vita indipendente, alla accessibilità, alla mobilità ha costi che la persona non può sopportare. L'Isee serve solo a escludere, ficchiamocelo in testa. Colpirà anche il tenore di vita di tutti noi. Tenore di vita che non è certamente quello di manager e ricchi. Siamo stati rigettati in un angolo della società civile e non avremo più possibilità di far vedere che i disabili possono produrre, possono fare una vita attiva. ma senza servizi e prestazioni che con lo stato economico contano nulla, noi disabili dovremo rinunciare a tutto.
Insomma non possiamo permetterci in queste condizioni di spendere per la nostra inclusione. Non si arriva più neppure alla fine del mese con uno stipendio o pensione di lavoro, non ci si può curare più, non si può passare il tempo libero, non possiamo permetterci il lusso di acquistare ausili tecnologici per la nostra autonomia. Ma è mai possibile che alla maggioranza dei disabili ciò non interessi? è mai possibile che si accontentino solo di trovare in rete notizie per mandarle nei gruppi? e a che pro mandare notizie se ad esse non si è in grado di reagire? mi sa che si giochi a gara a chi fa lo scoop giornalistico. quando qualcuno ha dato per primo una notizia e la si fa cadere nelle tubature del cesso, a cosa serve averla? Perché non si ha il coraggio di farlo? non si vuol ragionare? si è ormai al fatalismo e alla rassegnazione? siamo masochisti? battete un colpo serio se ci siete.

Chi non si rassegna a tutto ciò deve rassegnarsi a farsi soffocare per colpa degli stessi disabili rinunciatari?